Alba
Fucens (nel comune di Massa d'Albe) era una antica città italiana
che occupava una posizione elevata (ca. 1000 m s.l.m.) ai piedi del Monte
Velino, a circa 6.5 km a nord di Avezzano.
Il nome latino deriva dalla posizione del suo abitato dal quale si poteva
ammirare il sorgere del sole (l'alba) sul Lago del Fucino prima del suo
prosciugamento avvenuto nel 1876.
Era una colonia latina fondata da Roma nel 304 a.C. nel territorio degli
Equi, alla frontiera con i Marsi, in una posizione strategica. Si trova
su una collina appena a nord della via Tiburtina Valeria, che probabilmente
fu prolungata oltre Tibur in questo stesso periodo. Durante la Seconda
guerra punica Alba inizialmente rimase fedele, ma in seguito, assieme
ad altre undici colonie (Ardea, Nepete, Sutrium, Carseoli, Sora, Suessa,
Circeii, Setia, Cales, Narnia, Interamna) rifiutò di inviare i
contingenti richiesti e fu perciò punita.
In seguito si trasformò in un posto dove inviare importanti prigionieri
di stato, come Siface re di Numidia, Perseo re di Macedonia, Bituito,
re degli Arverni. Fu attaccata dagli alleati durante la Guerra sociale,
ma rimase fedele a Roma e la posizione relativamente forte lo rese un
posto di una certa importanza nelle guerre civili. La sua prosperità,
nel periodo imperiale, può essere arguita soltanto dal numero
di iscrizioni trovate.
È principalmente notevole per le sue fortificazioni conservate
splendidamente. Le pareti esterne, che hanno un circuito di quasi tre
chilometri, sono costruite con massi poligonali, i blocchi sono congiunti
con attenzione e le facce sono lisciate. In base alle nostre conoscenze
attuali su tali costruzioni la data di edificazione non può essere
determinata con certezza. Non sono conservate fino ad un'altezza considerevole;
ma la disposizione delle porte è chiaramente identificabile: di
regola si trovano alla fine di conclusione di un tratto lungo e diritto
delle mura e sono disposte in modo da lasciare esposta la parte destra
di una eventuale forza d'attacco. Sul lato nord c'è, per una lunghezza
di circa 140 metri, una triplice linea di difese di data posteriore (probabilmente
aggiunta dai colonizzatori romani), visto che sia le mura propriamente
dette che la doppia parete gettata fuori davanti sono parzialmente costruite
con calcestruzzo e la superficie è costituita da muratura poligonale
più fine (in cui sembra che siano stati evitati espressamente
giunti orizzontali). Ad un chilometro e mezzo al nord della città un
enorme terrapieno (con un fossato su entrambi i lati ma ad una distanza
considerevole da esso) può essere seguito per circa tre chilometri.
All'interno delle mura le costruzioni sono quasi tutte di data posteriore.
Gli scavi sono stati fatti in modo non sistematico, comunque si possono
delineare i resti degli edifici ed il percorso delle strade nonché un
vasto sistema dei passaggi sotterranei forse connessi alle difese del
posto.
La collina all'estremità occidentale era occupata da un tempio,
su cui è stata costruita la chiesa di S. Pietro che contiene antiche
colonne ed alcuni esemplari notevolmente fini di mosaici cosmateschi. È l'unica
chiesa monastica in Abruzzo in cui la navata centrale è separata
da quelle laterali da antiche colonne.
La collegiata di S. Nicola, nel villaggio, conteneva una notevole stauroteca
(custodia della croce) del XIII secolo (ora nel museo a Celano) e un
trittico di legno d'imitazione dello stile Bizantino con smalti, anche
questo del XIII secolo. |